Dieci regole per guidare sicuri. Secondo il colosso italiano della gomma, le reg…

Dieci regole per guidare sicuri. Secondo il colosso italiano della gomma, le regole da seguire sono le seguenti: 1) Controllare periodicamente le condizioni generali dei pneumatici da un rivenditore di fiducia. 2) Controllare periodicamente la pressione, sempre a freddo. 3) Sostituire i pneumatici quando sono consumati fino agli indicatori di battistrada, anche se tali indicatori vengono raggiunti solo da una parte della copertura. 4) Verificare periodicamente l’assetto dell’auto. 5) Controllare periodicamente la bilanciatura dei pneumatici, soprattutto quando si avvertono vibrazioni. 6) Dopo una foratura, controllare anche l’interno della copertura. 7) Non parcheggiare su chiazze d’olio o solventi (possono danneggiare il pneumatico). 8) Guidare in osservanza degli indici di carico e di velocità. 9) Montare sempre treni completi di invernali/estive, evitando equipaggiamenti misti. 10) Ricordarsi che lo stile di guida e la velocità influiscono sulla durata del pneumatico.

La parola all’esperto. L’ingegnere Andrea Vergani è il responsabile del Dipartimento Testing Indoor della Pirelli. E’ cioè il tecnico che cura la messa a punto delle gomme con tutte le strumentazioni messe a disposizione dalla moderna tecnologia, prima che le coperture vadano ad equipaggiare le auto. Un lavoro fondamentale ai fini del rendimento prestazionale, dell’efficienza e della affidabilità del pneumatico in funzione della sicurezza. “Ma a nulla servirebbe il nostro ruolo – tiene a rammentare l’esperto – se da parte degli automobilisti non c’è sempre un comportamento responsabile. La conoscenza della funzione del pneumatico ed il suo corretto utilizzo sono determinanti per raggiungere certi obiettivi, ovvero per migliorare il rendimento, la durata, la sicurezza”.

Una struttura complessa. Si fa presto a dire “gomma”. “In realtà – spiega Vergani – un pneumatico è fatto di vari componenti, come acciaio, fibre sintetiche, componenti tessili, silicio… la gomma dà la caratteristica colorazione nera e la mescola garantisce aderenza e deformabilità. La differenza di rendimento la fa la progettazione, ma è chiaro che tutti miriamo al miglior compromesso tra attrito, scorrevolezza, tenuta, durata. I materiali di ultima generazione sono ormai al top, ma il lavoro di ricerca e sviluppo continua, non per niente noi di Pirelli siamo impegnati nei settori più avanzati come la Formula 1 e crediamo che il futuro ci porterà pneumatici sempre più capaci di durare a lungo, ridurre gli spazi di frenata, abbattere i consumi e l’inquinamento atmosferico”.

Come si riconosce la gomma giusta. Alzi la mano chi sa interpretare sigle e numeri stampigliati sul fianco del pneumatico. Spesso quelle lettere e quelle cifre rappresentano un mistero, eppure – soprattutto quando si acquista una macchina usata – è fondamentale la corretta rispondenza ai dati indicati sul libretto. Facciamo un esempio: se la scritta dice 225/45 R17 98V, che cosa vuol dire? Spiega il tecnico Pirelli: “225 indica la larghezza del pneumatico, 45 l’altezza del fianco, R sta per radiale, 17 per il diametro del cerchio; 98 e V sono numeri e lettere variabili, di codici che indicano capacità di carico e velocità massima. Controllare che questi dati coincidano con quelli indicati dal costruttore è fondamentale ai fini del rendimento della propria auto e della sicurezza”.

L’importanza della pressione di gonfiaggio. Controllare la pressione è un’operazione semplice. Su molte auto moderne c’è una spia che segnala eventuali problemi, ma sulla grandissima maggioranza dei veicoli in circolazione il controllo è affidato al buon senso di chi guida. “Il controllo della pressione – osserva l’ingegnere Vergani – è importante, e va fatto sempre a freddo, in quanto un pneumatico surriscaldato altera i valori. Una corretta pressione di gonfiaggio garantisce equilibrio di prestazioni e maggiore sicurezza. Gomme a pressioni diverse alterano le condizioni di esercizio, le capacità di assorbimento delle asperità della strada, e a lungo andare compromettono anche la durata. Un controllo periodico, almeno una volta ogni due mesi, è consigliabile”.

Gomme dure e gomme sgonfie. Distrazione e incuria non rappresentano l’unico problema: molti sostenitori del “fai da te”, ad esempio, sono soliti aumentare la pressione di gonfiaggio credendo, in tal modo, di ottenere una maggiore scorrevolezza (soprattutto su percorsi autostradali) e di poter ridurre i consumi. “Ma in questo caso – osserva ancora l’esperto della Pirelli – seppur si riduce effettivamente la resistenza al rotolamento, e dunque si consuma qualche decilitro di carburante in meno, viene mal distribuita la pressione di contatto e si creano le condizioni per una usura irregolare del pneumatico”. E se le gomme sono invece troppo sgonfie? “In tal caso ad ogni rotazione gli elementi interni si surriscaldano e si deformano, l’auto tende a perdere aderenza e, soprattutto, aumenta il rischio di lacerazioni, di distacco di intere parti di gomma, fino allo scoppio finale”.

Gomme estive e invernali. In tempi di crisi economica, la tendenza a ridurre le spese (per l’auto ma non solo), ha indotto molti automobilisti, al cambio di stagione, a non sostituire le gomme invernali con quelle estive. Ciò è consentito dalla normativa vigente, nel senso che non si è sanzionabili per una scelta di questo tipo, “tuttavia – nota Vergani – è altamente sconsigliabile”. Perché? “Perché i pneumatici sono progettati per lavorare a temperature d’esercizio molto diverse: l’invernale fa il suo dovere al meglio con una temperatura esterna massima di sette/otto gradi; in estate ci sono giorni in cui la temperatura esterna si aggira attorno ai 30 gradi e quella dell’asfalto magari tocca i 50. E’ impensabile che un pneumatico nato per il freddo possa comportarsi al meglio in queste condizioni. Seppure la motricità resta buona, i tempi di frenata cambiano in peggio, con rischi gravi per la sicurezza nostra e altrui. E poi – aggiunge il tecnico – a fine estate le gomme risulteranno molto usurate e dunque inadatte ad affrontare l’inverno”.

Treni di gomme conformi. Oltre alla necessità di rispettare i cambi di stagione, è consigliabile montare sempre quattro gomme uguali, per marca, modello, misura e caratteristiche prestazionali. “Certo – ossera Vergani – l’auto vi porterà comunque da un posto all’altro, anche con gomme disuguali tra asse anteriore e posteriore, ma è come andare a correre con due scarpe diverse, una da ginnastica e una da sera. E’ bene sapere che un’auto così equipaggiata, in condizioni d’emergenza, cioè in caso di frenata brusca o di deviazione improvvisa di fronte a un ostacolo, ha reazioni scomposte, che possono provocare situazioni di pericolo molto gravi, dall’uscita di strada al testacoda, se non peggio. E lo stesso discorso – aggiunge l’esperto – vale per chi, al cambio di stagione, monta le gomme giuste soltanto sull’asse legato alla trazione: una pratica abbastanza diffusa, ma sconsigliabile, in quanto in condizioni d’emergenza l’auto reagisce in modo scomposto, esponendo a forti rischi”.

Consigli per chi parte. In definitiva che cosa si può consigliare ad un automobilista che si accinge a partire per una vacanza in auto? “Il consiglio è ispirato dal buon senso: pochi controlli mirati possono aiutare ad evitare il rischio di rovinarsi una vacanza. E allora, prima di partire, una visita al gommista di fiducia può essere una giusta mossa preventiva: oltre a una verifica dell’usura e della pressione, va sottoposta a controllo anche l’equilibratura del pneumatico. Ma attenzione: importante è anche il rapporto tra le gomme e l’auto. Dunque è consigliabile controllare l’assetto, ovvero convergenza e campanatura: se non sono a posto, possono influire negativamente sul lavoro delle gomme, alterandonone il rendimento e affrettandone il consumo. Ultimo consiglio: se si decide di cambiare le gomme, va cambiato il treno completo, affidandosi ad un rivenditore autorizzato, in grado di fornire un prodotto di marca conosciuta. In giro ci sono prodotti omologati, che tuttavia non danno tutte le garanzie”.

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